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Ambelia: la casa dei cavalli.

Una tenuta cinquecentesca nell’entroterra catanese che si estende per circa 50 ettari tra ulivi secolari e cavalli in libertà: è questo il magico scenario in cui si svolge la Fiera Mediterranea del Cavallo. Originariamente appartenuta ai principi Branciforti, oggi è gestita dall’Istitito Incremento Ippico per la Sicilia che preserva le razze equine e asinine autoctone come il Purosangue Orientale, Anglo-Orientale, San Fratellano, l’asino Ragusano e Pantesco.
Un luogo in cui perdersi tra storia, tradizione e natura incontaminata.



I vincitori del salto ostacoli

Si è concluso questa mattina uno degli appuntamenti sportivi di punta della manifestazione: FieraAmbelia Top Jumping, concorso FISE A2* riservato ai secondi gradi di salto ostacoli, ha visto trionfare nelle categorie C135 e C140 il cavaliere Nicolò Russello in sella a Gentleman, l’amazzone Sveva Smiroldo con Carioca si è invece aggiudicata la categoria C130.

All’interno del concorso, Gabriele Carrabotta e il suo compagno Faluky hanno vinto il gran Premio Fastweb, ottenendo il tempo migliore nelle tre giornate di competizione, al netto delle penalità in barriera.

Non solo salto ostacoli, la manifestazione accoglie fino a questa sera le principali discipline sportive equestri con esibizioni di Dressage Freestyle, competizioni di Attacchi per singole e pariglie, Pony Games e dimostrazioni di Reining, l’unica disciplina della monta americana riconosciuta dalla Federazione Equestre Internazionale.

“A Cavallo!” Colloquio aperto sul futuro del turismo equestre in Sicilia.

Si è svolto oggi “A Cavallo!”, il primo Convegno Internazionale sull’equiturismo e sul turismo lento. Nel panel dei relatori, una rosa di docenti universitari ed esperti provenienti da diversi Paesi, europei e non.

L’evento internazionale ha avuto come obiettivo l’indagine puntuale e il confronto su un segmento turistico, quello equestre, in grado di generare 9 miliardi di euro di indotto con 33 milioni di appassionati solo in Europa.

Gli esperti si sono riuniti ad Ambelia con l’intento di trasferire case history e competenze a un territorio, quello siciliano, che già vanta diversi cammini come quello di Santa Rosalia e lo scavalcamento dei Nebrodi. L’obiettivo, infatti, è quello di poter mettere a sistema il patrimonio naturalistico, culturale ed enogastronomico del territorio siciliano con le potenzialità offerte dall’equiturismo che, in periodo post-pandemico, ha registrato forte crescita, grande dinamismo e soprattutto un potenziale inespresso da valorizzare anche in ambito digitale.

Secondo i dati forniti dal Dipartimento di studi europei Jean Monnet di Lugano, infatti, l’Italia fa registrare un milione e mezzo di appassionati con 7mila chilometri di itinerari lungo i quali sono censiti 16mila allevamenti, con oltre 50mila addetti, per un volume d’affari che supera i 900 milioni di euro. Una platea di potenziali turisti legati al mondo del cavallo da intercettare, grazie alla presenza di strutture come il Centro equestre di Ambelia e la valorizzazione di “cammini” e itinerari culturali a cavallo, in un territorio come quello siciliano dove questo tipo di turismo può vivere una stagione molto più lunga che altrove.

Ciò che si auspica, quindi, è poter giungere nei prossimi anni ad un’offerta turistica sì slow, ma che sia al tempo stesso totalmente integrata digitalmente per un’esperienza del viaggio lento che sfrutti le tecnologie, le competenze e il racconto del patrimonio culturale che si sta attraversando.

Al termine del convegno, proprio a testimoniare quanto il cavallo possa essere al centro di politiche sostenibili che abbracciano anche tematiche sociali di inclusione, tutti i relatori sono stati omaggiati da ceramiche di Caltagirone realizzate dai detenuti della Casa Circondariale di Caltagirone, impegnati in un programma di reinserimento nella comunità.

Tradizione siciliana e cultura equestre

Alla Fiera Mediterranea del Cavallo fino a domani, domenica 4 luglio, va in scena la millenaria tradizione equestre siciliana con l’intento di promuoverla e valorizzarla.

E quale contesto migliore della Tenuta di Ambelia? Un luogo in cui la natura si riappropria dei suoi tempi e dove i veri “padroni” di casa sono le fattrici e i puledri allevati nella stessa azienda che costituiscono un inestimabile patrimonio genetico siciliano. Gestita dall’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, la tenuta è uno luogo secolare dedicato alla conservazione, al miglioramento e alla diffusione delle razze equine siciliane, vere protagoniste della tre giorni dedicata alla cultura equestre.

La Fiera Mediterranea del Cavallo è infatti un’occasione unica per scoprire le razze autoctone come il Cavallo Purosangue Orientale, anche chiamato più semplicemente cavallo siciliano, la cui entità razziale è sopravvissuta solo in Sicilia ed è certificato nello Stud Book Italiano, il libro genealogico dei cavalli di purosangue destinati alla produzione della loro razza. Una delle razze siciliane più antiche presenti in fiera è il Cavallo Sanfratellano, docile, robusto e dalle ottime prestazioni. I visitatori possono incontrare anche l’Asino Pantesco – dal manto baio scuro lucido, presente nell’isola di Pantelleria già dal I secolo a.C. – l’Asino Ragusano – il più giovane tra gli asini di razze selezionate, riconosciuto
ufficialmente solo nel 1953 – e l’Asino Grigio di Ferrante – un animale di piccola taglia e con radici antichissime.

Ambelia è anche il luogo in cui riscoprire l’arte rurale e la cultura contadina attraverso i simboli della tradizione siciliana, a partire dal carretto istoriato che, da semplice mezzo di trasporto, è divenuto un emblema riconosciuto in tutto il mondo dell’abilità delle maestranze e dell’eccellenza artigianale dell’Isola.

Spazio anche per i mestieri della tradizione equestre: tutti i visitatori possono assistere a dimostrazioni e clinics dell’antica arte della ferratura degli zoccoli, grazie ai maniscalchi UNOM – Unione Nazionale Operatori Mascalcia.

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Fiera Mediterranea del Cavallo