Militello in Val di Catania

(prov. di Catania; 413 mt di altezza, 7.970 abitanti circa)

La cittadina è inscritta nella lista del Patrimonio mondiale dell’Umanità tra le Città tardo barocche del Val di Noto, per la ricchezza delle sue architetture e opere d’arte successive al sisma del 1693 che distrusse l’intera area sudorientale della Sicilia.
L’abitato si sviluppa in pendio in un’area con insediamenti già in età neolitica dove poi nascerà un casale bizantino, abitata anche da arabi e normanni per una storia urbana che nei secoli si intreccia con le vicende delle famiglie dei Cammarana, Barresi che fondano il castello, e dalla metà del cinquecento dei Branciforte.
Numerosi sono gli edifici di pregio che la popolano, come la Chiesa tardogotica di S. Maria la Vetere, con raffinati bassorilievi nel portale e sapienti decorazioni negli altari, o la Chiesa Madre dedicata a S. Nicolò e al SS. Salvatore, ricostruita in forme barocche dopo il 1693 e dotata di preziose opere d’arte. Adiacente alla Chiesa Madre è il Museo, che accoglie un ricco repertorio di corredi, tessuti e paramenti sacri, testimonianze pregiate dell’arte orafa siciliana, barocche e ottocentesche, provenienti da tesori di chiese e conventi del territorio, oggetti artistici dei Branciforte, opere pittoriche e scultoree.
Architetture importanti sono l’Oratorio di S. Maria della Catena, la cinquecentesca Chiesa di S. Antonio di Padova con la Cappella del S. Sepolcro, l’imponente complesso seicentesco della Chiesa di S. Benedetto voluto dal principe Francesco Branciforte, che si affianca all’annesso monastero benedettino oggi sede del Municipio. Ricche di opere d’arte sono la Chiesa di Maria Santissima della Stella, dove apprezzare esecuzioni mirabili di Francesco Laurana e Andrea Della Robbia, la Chiesa di S. Sebastiano con i preziosi pannelli dipinti della vita di S. Antonio, l’Oratorio dell’Angelo con il bellissimo pavimento tardo barocco in maiolica di Caltagirone. Altrettanto degne di nota architetture civili settecentesche come i Palazzi Latrini, Niceforo, Baldanza, Baldanza Denaro impreziositi dalle decorazioni scultoree di timpani e mensole dei balconi.
La grande Festa in onore del SS. Salvatore, patrono della città, alla metà di agosto, è tra le più importanti tappe di fede della comunità militellese con le due grandi processioni della statua del Cristo, e il monumentale fercolo (“la vara”), che avviano e concludono un ciclo di cerimonie lunghe una settimana. Di grande partecipazione è anche a fine estate (29 agosto – 16 settembre) la Festa in onore di S. Maria della Stella, patrona principale di Militello per i suoi interventi miracolosi a protezione della comunità da guerre, carestie, pestilenze.
Frittata di amareddi, gelatina di maiale (‘a liatina), cuccia con frumento e ceci sono alcuni degli esempi di una cucina di Militello essenzialmente povera e legata ai prodotti del territorio, al pari di dolci come le cassatelline con cuore di glassa alla vaniglia e ripieno di mandorle, fichi e cioccolato, i biscotti con la glassa (ca liffia), la mostarda di ficodindia.

INFORMAZIONI UTILI

Presidente: Salvatore Pirrello
Indirizzo: Via Senatore Maiorana, 4, 95043
Telefono Sede:
Cellulare: 329 3887910
Posta Elettronica:

PH. Paolo Barone

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