Carlentini

(prov. di Siracusa; 200 mt di altezza, 17.900 abitanti circa)

La cittadina sorge alla metà del ‘500 per volontà del vicerè Giovanni de Vega, che in tal modo ha inteso dare un’abitazione sicura alla popolazione di Lentini esposta da lungo tempo alle incursioni dei corsari turchi. Da quel momento Carlentini diviene un importante avamposto militare perchè, fondato sull’altopiano del colle della Meta, controlla le aree che si dispiegano verso l’entroterra di Augusta. Alcune ipotesi fanno derivare il suo nome dal toponimo leon, rada antistante l’abitato, altre più concrete dal nome di Carlo V essendo “la Lentini di Carlo”. L’impianto cinquecentesco della città è testimoniato dalla trama regolare di strade disposte in un’ordinata scacchiera difesa da poderose mura di cui restano brevi porzioni. Il sisma del 1693 che ha devastato l’intera regione del sudest ha raso al suolo larga parte dell’abitato, non risparmiando la Chiesa madre cinquecentesca dedicata all’Immacolata Concezione, ricostruita in forme barocche, con impianto a tre navate e un bel campanile a vela. Le tappe della sua ricostruzione sono state lunghe e difficili, come racconta nel tardo settecento Jean Houel parlando di una città ancora in rovina.
E’ una fase storica difficile, resa ancora più complessa dall’estenuante conflitto giuridico con la vicina Lentini, indotto a metà del ‘500 dalla concessione di ampi privilegi e ricomposto trecento anni dopo, nel 1857, quando Carlentini evolve da Comune murato a Comune dotato di territorio. Da qui la ripresa grazie anche alla ricca fertililità dei suoi terreni agricoli, naturalmente votati alla produzione dell’arancia rossa, cui si affiancano estese presenze di ficodindia.
E’ un importante tappa di fede della comunità carlentinese, il lunedi dell’Angelo, la festa di S. Giuseppe dedicata a famiglie bisognose che ricevono offerte in denaro donate ai cittadini scelti per impersonare in processione la Sacra Famiglia. A sottolinearne l’identità rurale diviene protagonista della festa lo scenografico Corteo delle Arti e Mestieri con personaggi in costumi ottocenteschi, carretti, animali di campagna, donne recanti cesti con i prodotti del territorio, venduti all’incanto alla conclusione della processione per rimpinguare le offerte per i bisognosi. E al territorio si lega la sua cucina di tradizione contadina come la ‘Mpanata, una pasta lievita con un ripieno di cavolfiore, aglio, pomodoro, pecorino, olive nere e acciughe, conserve come la Mostarda di ficodindia o di mosto di vino, dolci dai profumi intensi come i Crispeddi degli Iblei con miele e cannella o i Ciascuna dotati di un ripieno di fichi secchi, noci, mandorle e cannella.
A Carlentini è particolarmente sentita anche la Festa di S. Lucia, santa patrona, che si celebra la quarta domenica di agosto in una tre giorni di profonda devozione della comunità espressa dal viaggio penitenziale dei fedeli attraverso il paese.
La storia più recente ha visto fondersi i destini urbani di Carlentini e di Lentini, con le rispettive aree di espansione, di fatto, riunite.

INFORMAZIONI UTILI

Indirizzo: Piazza Diaz, 26 96013
Telefono Sede:
Cellulare: 338 8746548
Posta Elettronica: proloco.carlentini@virgilio.it

PH.

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